CRONACHE DI CASONI, frammenti di storia del paese
a cura di Guido Ferretti

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Costruzione della strada carrabile 1900 – 1913

Il giorno 9 novembre dell’anno 1900 furono iniziati i lavori di costruzione della carrabile con la posa della prima pietra del muraglione di sostegno, all’uscita del paese in località “Fùndega”. La posa in opera venne benedetta dal parroco Don Nicola.

Gli operai di Casoni che si apprestavano a proseguire il lavoro furono cinque: Antonio Ferretti detto “Camàtta”, suo fratello Giovanni detto “Carìstra”, Giovanni Ferretti detto “Giuvanètta”, Giacomo Ferretti detto “Nòru” e Michele Ferretti detto “Chelìn”. La squadra era composta da operai piuttosto anziani, i giovani del paese si trovavano già impegnati nel traforo del Sempione. Il tracciato della nuova strada fu oggetto di differenti pareri: alcuni paesani volevano la strada realizzata in modo da raggiungere la cappella di San Rocco mantenendo una quota quasi costante.

Infatti Casoni si trova a 875 metri s.l.m. mentre la quota di San Rocco è inferiore di soli 10 metri. Quindi la carrabile avrebbe avuto una pendenza insignificante, di circa lo 0,4%.

Questo percorso avrebbe anche presentato minori difficoltà di realizzazione, passando in zone meno impervie, ma con questa soluzione veniva escluso il collegamento con la frazione Barcaggio.

Infatti gli abitanti di Villanova e Barcaggio si opposero a questa scelta e dissero che in tal caso loro non avrebbero offerto gratuitamente i loro terreni interessati dall’opera.

L’amministrazione Comunale, dopo ripetute discussioni, decise per la realizzazione della strada come oggi la vediamo, passante per Barcaggio.

Il Comune di Fontanigorda concesse di usufruire di tutte le ore “comandate” da impiegarsi in questa nuova opera e nello stesso tempo si impegnò a fornire la calce per la costruzione degli acquedotti e dei muri di sostegno.

Sul finire del 1907, dopo aver superato non poche difficoltà, i Casonesi raggiunsero con la nuova strada la cappella di San Rocco.

Per la sua realizzazione non fu usato un solo quintale di calce. I muri e gli acquedotti furono tutti costruiti con grandi massi sistemati a secco che, ancora oggi, dopo più di un secolo, si possono ammirare completamente intatti, vera testimonianza della capacità e dell’ingegnosità dei lavoratori di Casoni.

A questo punto si trattava di proseguire la strada fino al passo delle “Perètte”, però la sua realizzazione incontrò infondate contrarietà da parte degli abitanti di Fontanigorda.

I Fontanigordesi, senza opporsi direttamente al nuovo tronco, cercarono di contrastarlo con diverse proposte tutte tendenti a non farlo proseguire.

Una fazione che faceva capo al Sindaco voleva che si allargasse la mulattiera esistente, mentre il partito capeggiato da Giuseppe Biggi detto “u Bùllu” voleva che la strada, giunta all’altezza del passo delle “Perètte”, continuasse fino alla “Vieràia” per poi ritornare a collegarsi alla strada Loco-Fontanigorda (già esistente) in località “Pòzzu de Lavèzzu”. Questa soluzione rendeva il percorso più lungo e di maggiore spesa.

A questo punto, per raggiungere una soluzione, Giuseppe Ferretti detto “Pipìn” di Casoni, primo assessore di Fontanigorda, decise di rivolgersi al deputato On. Del Verme, il quale vista l’ingiusta opposizione, intervenne presso il Prefetto di Pavia e la pratica della strada di Casoni prese un’altra piega.

Il Prefetto mandò sul posto il Vice Prefetto di Bobbio, avv. Marandini, il quale, viste le ragioni di quelli di Casoni, il giorno 28 novembre 1907 convocò la Giunta Comunale e il giorno 29 il Consiglio: con deliberazione a larga maggioranza costrinse i contrari di Fontanigorda e di Canale a confermare le prestazioni sulla strada di Casoni. Fece finanziare con £ 3500 un nuovo progetto, del quale fu incaricato il geometra Pelucchi.

Nonostante ciò, l’opposizione ingiustificata dei Consiglieri di Fontanigorda continuò fino al 1912, quando, nel settembre di quell’anno, il Sottoprefetto di Bobbio, per porre fine all’annosa diatriba, mise all’appalto con un mandato la costruzione del tratto di strada S.Rocco – “Perètte”, come era stato progettato dal geom. Pelucchi.

In forza di tale delibera, un numero di diciotto operai di Casoni si costituirono in società e per ottomila lire, comprensive del valore degli espropri, presero in appalto il completamento della strada.

Nella primavera del 1913 incominciarono i lavori e, dopo una breve sospensione estiva, furono portati a termine entro la fine di ottobre dello stesso anno.

Questo opporsi alla realizzazione di nuove strade è ancora attuale ai giorni nostri.

Forse una volta trovava una giustificazione nel fatto che i terreni espropriati rappresentavano per i proprietari una fetta importante del loro reddito, ma oggi, nei paesi spopolati, questo problema non esiste più. Nonostante ciò la situazione non è cambiata e cerca giustificazione in ideologie poco credibili.

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